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La scelta dell'elaborato

Argomenti disponibili (agg. Aprile 2012): Elenco degli argomenti disponibili

Guida alla scelta dell'argomento: Guida

 

Elaborato o tesi?

Formalmente esiste una sottile differenza tra elaborato e tesi: l'elaborato è il lavoro conclusivo al termine di un Corso di Laurea triennale, mentre la tesi viene discussa dal candidato come dissertazione per la Laurea magistrale. E' comunque ammessa l'intercambiabilità dei termini.

 

I contenuti

In generale gli elaborati di Comunicazione digitale, Informatica musicale e Scienze e Tecnologie della Comunicazione Musicale sono fortemente interdisciplinari. E' però fondamentale ricordarsi che si tratta di lavori in area informatica, e questo aspetto deve emergere con chiarezza. Anche gli elaborati di contenuto più umanistico devono mostrare rigore scientifico e uno sforzo di formalizzazione nel loro svolgimento.
In concreto, sono molto apprezzati schemi, tabelle, formalismi grafici, presenza di parti significative di codice (ove possibile).

Uno scritto di questa estensione parte sempre da un punto pregresso, tipicamente l'analisi dello stato dell'arte e della letteratura. E' poi richiesto un contributo personale (e originale, nel caso delle tesi magistrali) per giungere a una conclusione formulata dall'autore, eventualmente anche in contrasto con il pensiero corrente o con quanto ci si prefigge all'inizio dell'opera.
Le tre fasi devono emergere con chiarezza:

  1. analisi dello stato dell'arte e/o della letteratura;
  2. contributo personale alla ricerca;
  3. conclusioni raggiunte, ed eventuali sviluppi futuri.

L’elaborato deve essere steso in forma impersonale. Frasi quali “Durante la mia esperienza ho approfondito i temi…” sono facilmente sostituibili con locuzioni quali “Durante la fase di analisi sono stati approfonditi i temi…”.

Vanno accuratamente evitate le affermazioni opinabili o soggettive il cui giudizio sia lasciato al parere personale dell'autore. L'unico modo per supportare tali prese di posizione è fornire dati scientifici a riprova della propria tesi, o riferirsi in modo esplicito a un antecedente bibliografico ("ipse dixit").

I capitoli in cui il lavoro sarà suddiviso dovrebbero tendenzialmente occupare un numero omogeneo di pagine. E' tollerato uno sbilanciamento a favore del capitolo che descrive il proprio lavoro specifico e i propri contributi innovativi.
Un tipico esempio di scaletta รจ quello che segue:

  • Indice
  • Introduzione
  • Capitolo sullo stato dell'arte
  • Capitolo sulle tecnologie utilizzate
  • Capitolo sul caso di studio o sul software realizzato
  • Conclusioni e sviluppi futuri
  • Bibliografia (ed eventuale Sitografia)
  • Eventuali appendici (ad es. listati completi di codice, manuale utente, ecc.)

Se si intende presentare porzioni di codice nel corso della trattazione, queste devono essere ridotte ai passaggi salienti e opportunamente commentate.

Solo per le tesi di natura implementativa: se si prevede di inserire una sorta di manuale utente per il codice sviluppato, questo può essere incluso in un'appendice ad hoc.

 

La bibliografia

La bibliografia di un lavoro scientifico deve necessariamente essere ricca. Tutti i testi in bibliografia devono essere citati almeno una volta nel corso dell’elaborato.

Per indicare la citazione di un testo, si adotta la convenzione dei rimandi numerici racchiusi tra parentesi quadrate, quali ad esempio [5] o [12]. Si tratta di rimandi a una sezione finale che contiene elencati tutti i riferimenti, tipicamente in ordine alfabetico per autore, o in ordine di citazione nel corso del testo.

Nella valutazione della bibliografia da parte della commissione, i testi cartacei valgono assai più dei siti consultati. Ne consegue che la bibliografia debba essere ricca di testi pubblicati, siano essi libri, articoli, al limite tesi di laurea o di dottorato. Se è volontà dell'autore segnalare anche siti Web, si crea un'altra sezione intitolata "Sitografia" e distinta dalla "Bibliografia" vera e propria.

Ciascun riferimento presente nella sezione Bibliografia deve contenere un insieme minimale di informazioni, tra cui:

  • autore/i del contributo
  • titolo del lavoro
  • titolo dell'eventuale pubblicazione in cui il lavoro citato si trova
  • editore
  • anno e luogo di pubblicazione

A queste informazioni se ne possono aggiungere altre, ove disponibili (ad es., la pagina specifica della pubblicazione in cui si trovano i contenuti citati).

Esistono svariati stili grafici, tutti ugualmente validi, per ottenere citazioni bibliografiche eleganti. Si trovano molti esempi on line o nella sezione conclusiva degli articoli presenti in questo stesso sito (vedi Articoli). E' però di fondamentale importanza mantenere la coerenza nell'uso di tali stili: ad esempio, se si sceglie di riportare in corsivo il titolo della pubblicazione, questo deve sempre essere in corsivo, e via dicendo.

 

L'impaginazione

Per quanto riguarda l’impaginazione non esistono vere e proprie regole, a parte quelle dettate dal buon senso.
La norma è utilizzare:

  • carattere TimesNewRoman - o comunque con grazie (ad es. Palatino) - per i contenuti;
  • carattere CourierNew - o comunque monospaziato - per il codice;
  • corpo del carattere 12 pt per i contenuti;
  • corpo del carattere 10 pt per il codice;
  • interlinea 1,5;
  • paragrafo centrato o allineato a sinistra per i titoli di capitolo, allineato a sinistra per i titoli di paragrafo e sottoparagrafo, giustificato per il testo normale;
  • margini di 2 o 2,5 cm su ogni lato del foglio, con eventuale espansione del margine sul lato dedicato alla rilegatura;
  • stampa solo fronte (il fronte-retro è però indicato per lavori di particolare estensione).

 

FAQ

Quanto dura la preparazione dell'elaborato/tesi?
Si tratta di una domanda particolarmente sgradevole agli occhi di un relatore. Un lavoro di una certa estensione richiede un tempo di preparazione congruo, spesso non preventivabile a priori. Per via di aspetti burocratici, un elaborato comunque non può essere svolto in meno di 14 settimane. Fa fede la domanda di assegnazione tesi.

Quanto deve essere lunga una tesi?
Non esiste una misura di bontà basata sul numero di pagine: una tesi di natura compilativa potrebbe essere pessima pur occupando centinaia di pagine, così come una tesi di Informatica teorica potrebbe enunciare risultati notevolissimi in una manciata di pagine.
Inoltre, l'impaginazione, la presenza intensiva di immagini e grafici e l'inserimento di blocchi di codice falserebbero le valutazioni.
In media gli elaborati presentati occupano tra le 50 e le 70 pagine, mentre le tesi magistrali sono poco più corpose e superano talvolta le 100 pagine.

 

Luca Andrea Ludovico
 
 

 

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